Cosa avviene nel cervello quando udiamo la nostra suoneria?
10 giugno 2010 da Emanuela M
Chi di noi oramai non sa riconoscere in maniera impeccabile, seppure da lontano, la suoneria del proprio telefono cellulare e in particolar modo se personalizzata?
A quanto pare una suoneria può dire davvero molto di noi, se si è tipi allegri o malinconici o se solitamente si ascolta un genere musicale piuttosto che un altro, ma mai si era pensato che una suoneria potesse in qualche modo “accendere” il cervello in modo univoco, ovvero come quando veniamo chiamati per nome.
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Ormai quasi 9 adolescenti su 10 utilizzano Internet e il 71,1% di loro possiede un profilo su Facebook. Percentuali di gran lunga più ridotte di si radunano attorno a MySpace (17,1%) e Habbo (10,4%), mentre la realtà parallela che è possibile vivere in Second Life affascina solo il 2,6% dei ragazzi e il 2,5% fa parte di coloro che amano “cinguettare” su Twitter. Cellulari e social network si confermano le vere passioni degli adolescenti: secondo i dati del 10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Eurispes e Telefono Azzurro, solo l’1,7% degli adolescenti non possiede un cellulare tutto suo (nel 2008 erano il 3,8%) e 1 su 10 ne possiede più di uno.
Il Sonim XP3, il telefonino noto per le sue doti di estrema robustezza, è stato messo a dura prova dalla redazione della rivista statunitense Popular Mechanics, insieme ad altri due modelli di Motorola e Casio dotati di caratteristiche analoghe. 
Molto spesso può capitare che le nostre conversazioni video e audio utilizzando la tecnologia Voice Over IP vengano disturbate da lag, jitter, perdita di pacchetti e altri problemi.